Lussuria, seduzione e tradimento
Lussuria, seduzione e tradimento
di Ang Lee
Cina-USA-Taiwan 2007
Ang Lee è uno dei pochi registi cinesi ben accolti anche dal cinema occidentale.
La sua formazione in parte americana – tra i suoi compagni di classe alla Tisch School of the Arts della New Yor University v’era Spike Lee – lo ha sicuramente aiutato nell’agganciare il mondo hollywoodiano col quale collabora attivamente e proficuamente fin dal 1995.
Ang Lee ha una capacità non comune di coniugare la grande distribuzione, i buoni incassi e i premi dei festival. Un risultato davvero straordinario per un regista cinese, e indubbiamente meritato!
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“Lussuria” vinse infatti diversi premi e fu abbastanza chiacchierato e censurato in Asia per le esplicite scene di sesso, che sono importanti sì, ma solo per comprendere vicende e carattere dei personaggi.
Ma partiamo dal titolo. La pellicola cinese porta il titolo del romanzo di Zhang Ailing dal quale la storia è tratta: se, jie 色, 戒, un dedalo di significati! Se 色 significa “sesso”, ma anche “desiderio, attrazione”, ma anche “aspetto, senso” in ambito buddista. Così come una forte connotazione buddista ha pure la parola jie 戒, che significa “limitazione, cesura, contenimento, astinenza,” ma anche “pericolo, costrizione, manette”.
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La versione inglese ha optato per “Lust, Caution” – “passione, circospezione”, che non ha visto d’accordo gli esperti cinesi. In italiano il titolo è divenuto “Lussuria: seduzione e tradimento”, attinente alla trama ma privo dell’ambiguità e della profondità dell’originale.
Ed in effetti il film, come il titolo, come immagino il romanzo, hanno diverse letture, nessuna delle quali prevede la “lussuria”. C’è il sesso, c’è l’attrazione, c’è l’aspetto, inteso come apparenza di cose che in verità sono altro, c’è il pericolo, c’è la costrizione, c’è la cesura del desiderio e anche del gioco, cioè della cospirazione.
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Ma c’è anche il cedere della protagonista, catturata dalla causa rivoluzionaria prima che si sviluppi in lei un carattere solido; intercettata dal primo sentimento affettivo ma deviata senza che questo possa svilupparsi; mandata in una causa più grande di lei che la logora ma che la conduce anche attraverso le esperienze passionali che la formeranno e dalle quali non potrà cinicamente liberarsi, per questo salverà l’amante torturatore aguzzino che invece non avrà per lei alcuna pietà. foto3
Un film bello e crudele nel quale la grande ingenuità di alcuni personaggi possono lasciar perplesso chi conosce poco la Cina.
E invece è proprio così che i cinesi ci raccontano se stessi e la loro storia dei momenti bui: giovanili esaltazioni, salde amicizie, teneri amori che si schiantano nell’ingenuità di fatti bruscamente degenerati nel sangue e nella morte.
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Persino il nome del protagonista Yi 易 perpetua una tradizione simbolica tipicamente cinese: significa “cambiamento”, quasi a sottolineare la capacità dell’uomo di trasformarsi da perverso macellaio a passionale amante, pur senza perder mai del tutto il suo ruolo dominante, ma quasi a fare intravedere la sua solitudine e un desiderio d’amore…forse...
Ma forse no, potrebbe essere anche solo l’aspetto, quell’aspetto esteriore da lui coltivato, del quale lui stesso cade vittima nonostante l’esperienza, ingannato non solo dall’aspetto della giovane seducente amante, ma anche da quello dei suoi collaboratori che, al corrente della situazione, non lo informano della congiura e ne desiderano probabilmente la morte.
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by Fabio Smolari
07.12.10