Kill Bill vol. 1- 2
USA 2003-2004
regia Quentin Tarantino
con Uma Thurman, Deryl Hannah, Vivica Fox, Lucy Liu, David Carradine, Michael Madsen, Gordon Liu (Liu Jialiang), Julie Dreyfus, Sonny Chiba, Chiaki Kuriyama, Michael Parks
In Europa, e in Italia soprattutto, il genere arti marziali oggi non è molto amato. Negli USA invece non è molto amato Tarantino, che ha per contro molti estimatori nel Vecchio Continente. Kill Bill ha avuto un ottimo risultato d’incassi sia in USA che in Europa, pur senza arrivare agli exploit di “Bastardi senza gloria” e “Pulp Fiction”. killbill01
Il botteghino è un dato importante per l’industria cinematografica ma da solo non è indice del gradimento di una pellicola. Lo è tuttavia il fatto che un successivo film dello stesso regista faccia più incassi del precedente, pur senza essere il migliore, come appunto “Bastardi senza Gloria”.
Eppure non tutti hanno espresso giudizi postivi su “Kill Bill” e non c’è da meravigliarsi. Persino illustri critici hanno detto che Tarantino lo si ama o lo si odia.
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Io che lo adoro e lo considero il Numero Uno mi sono chiesto come sia possibile considerare Kill Bill un film splatter e insensato – come ho sentito dire – ma la risposta non è poi così difficile.
L’accoglienza di un prodotto dipende dalla cultura e dalla formazione del fruitore e ciò è ancor più vero in Tarantino, che è un enciclopedico ricercatore e creatore di straordinari patchwork.
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In verità nel cinema tutti “prendono spunto” da predecessori. Anzi, in tutta l’arte è ed è sempre stato così. L’arte si è alimentata di creazione e copia, copia e reinterpretazione, interpretazione dei modelli e distacco da essi. Tarantino lo fa come i suoi colleghi con la differenza che lo fa in modo palese, chiaro, senza trucchi. killbill04
E ciò perché è uno dei pochi a riuscire a copiare creando qualcosa di diverso, migliore o almeno di pari valore rispetto all’originale. Un lavoro difficilissimo! Per una generazione cresciuta a spaghetti-western e kungfu, fumetti, cartoni animati, telefilm giapponesi e B-movies, Tarantino è un messia! Un mago in grado di unire e rievocare mondi onirici, facendo rivivere le emozioni della gioventù, aggiungendo ancora qualcosa. killbill05
Ecco allora che Kill Bill è per noi “marzialisti d’annata” un’antologia, un grande affresco nel quale ritrovare personaggi e scene che abbiamo tanto amato, interrogandoci su chi sia quel personaggio che ci sfugge. L’ha forse creato lui ex-novo? O è una nostra carenza?
Perché non ha messo questa o quella scena di questo e quel film? Ah, poteva metter questo personaggio! Forse non lo conosce, non ha visto quel film?!

Pai Mei poteva esser fatto meglio… quante cose si sarebbero potute infilare nell’allenamento… E poi perché voleva doppiare lui stesso il cantonese di Pai Mei?
Forse perché è rimasto impressionato dai film hongkonghesi degli anni ’70 che avevano doppiaggi pessimi persino in originale.
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Per soddisfare sia il pubblico cantonese che quello mandarino, ad Hong Kong si doppiavano in contemporanea o in rapida successione le due lingue, con grande approssimazione ed evidentissimi fuori sincrono. I doppiaggi nelle lingue occidentali erano ancor peggio, spesso sovrascritti senza che le tracce originali fossero completamente cancellate.

Forse Tarantino voleva citare questo curioso difetto, ma probabilmente s’è reso conto che l’effetto finale non era soddisfacente (parlare il cantonese è troppo difficile) ed ha abbandonato l’idea.

Le citazioni in Kill Bill sono continue, spesso palesi, alle volte nascoste. Scoprirle è un gioco nel gioco…
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Fantastico il combattimento contro gli 88 folli, con chiari riferimenti alla serie televisiva “il Calabrone” (The Green Hornet) con Bruce Lee nei panni dell’autista in nero con mascherina, “Dalla Cina con furore” (Fist of Fury) sempre di Lee, e un ingresso slow-motion della gang con primi piani sui volti (modello Arancia Meccanica) e altri rimandi a vari film giapponesi… killbill08
Tornando sull’opera nel suo complesso, che è senz’altro eccezionale, si può dire che alcuni personaggi brillano di particolar luce.
Sono Elle Driver e Budd, interpretazioni assolutamente magistrali di Deryl Hannah e Michael Madsen.
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Infine l’epilogo…il perché della storia. Beatrix – la “creatura” di Bill – se n’è andata di punto in bianco, senza una sillaba. Ha deciso di cambiar vita, come spesso le donne decidono, e lui non ha accettato la cosa, come spesso gli uomini non accettano. E così la vendetta diventa una metafora dei sentimenti e dei desideri e della sete insaziabile di sapere il perché di un perché che non vien mai detto. killbill10

by White Snake
27.02.12