Nel 1982 la Cina usciva da quasi un secolo di crisi politica e sociale seguita al crollo dell’impero nel 1911.
Oggi, trascorsi appena 26 anni dalla fine dell’ultimo periodo buio, il Dragone dell’Asia torna a giocare un ruolo determinante in molti ambiti della vita internazionale.

Nel 2006 la Repubblica Popolare Cinese era già al quarto posto tra le destinazioni dei flussi turistici mondiali e la statistica non teneva conto del turismo interno.

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Wangfujing, Pechino agosto 2007 (foto Marco Bernardi)
I servizi turistici cinesi sono molto migliorati negli ultimi quindici anni, gli alberghi sono di qualità, il cibo eccellente, i trasporti stanno crescendo.

La Cina però non è l’Occidente Europeo e il viaggiatore deve avere un minimo di spirito d’adattamento. In genere tutti si trovano abbastanza bene, anche se il pubblico italiano tende ad essere più lamentevole degli altri, ma ciò succede un po’ ovunque, il problema è dunque forse l’italiano non il cinese.

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La pagoda bianca a Beihai, Pechino agosto 2007 (foto Serpente Bianco(
Indubbiamente la Cina presenta difficoltà in parte connaturate alla natura stesso del territorio – ad esempio le immense distanze – altre alla condizione media di vita di certo non paragonabile alla nostra.
E’ tuttavia una terra ricca di storia, arte, cultura e bellezze naturali e paesaggistiche. Nelle città si concentrano palazzi, piazze, musei, mercati, mentre sui monti si trovano ancora antichi e straordinari monasteri.

I paesaggi naturali vanno dalle vette ghiacciate degli 8.000 m (l’Everest ha anche un versante cinese), ai deserti rocciosi, alle steppe erbose, alle foreste di betulle, ai laghi immensi, alle risaie coltivate, ai giardini da tè, sino ai climi tropicali.

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In Cina vivono tuttora etnie assai diverse per usi, lingua e costumi da quella cinese.
Sono ben 55 quelle ufficialmente riconosciute, tra cui tibetani, mongoli, uiguri, zhuang, naxi, bai, lao, tai, ecc. Un viaggio in Cina non è un viaggio in un paese ma in un continente.