| Il cinese è una lingua isolante appartenente al gruppo sino-tibetano. “Isolante” significa che le parole non cambiano: nel cinese (e nelle lingue dello stesso gruppo) sono infatti assenti le flessioni, cioè quelle parti delle parole che mutano in base al ruolo svolto. |
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in italiano i verbi coniugano io ho noi abbiamo tu hai voi avete egli ha essi hanno |
in cinese no wo you 我有 women you 我们有 ni you 你有 nimen you 你们有 ta you 他有 tamen you 他们有 |
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in italiano esistono generi e tavolo, sedia tavoli, sedie |
in cinese no 桌子 zhuozi, 椅子 yizi 桌子 zhuozi, 椅子 yizi |
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in italiano esistono categorie grammaticali che in cinese sono del tutto assenti gli articoli le preposizioni articolate i tempi e i modi dei verbi |
in cinese esistono categorie grammaticali che in italiano sono assenti i classificatori numerici 一把椅子 yiba yizi una sedia 一個人 yige ren una persona 一本書 yiben shu un libro 一朵花 yiduo hua un fiore |
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Queste differenze nelle strutture grammaticali della lingua cinese rispetto alle
altre giustificano la difficoltà dei cinesi ad usare e capire le flessioni
(le ritengono difficili e superflue). Questa invariabilità delle lingue sino-tibetane è una delle caratteristiche che le distingue da tutte le altre e le rende, sotto quest’aspetto grammaticale, molto semplici. |
io parla tu parla noi parla ieri parla domani parla se no parla no capisce loro ieri parlato no capito |
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Un’altra caratteristica peculiare di queste lingue, che invece le complica notevolmente, è la presenza del tono.
Mentre in italiano il tono ha solo un valore espressivo, in cinese ha un valore distintivo: una parola
pronunciata con toni diversi ha diversi significati. Nel cinese standard esistono 5 toni (nel cantonese, in altri dialetti cinesi e nel vietnamita esistono 8 toni). |
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Esempio 媽 ma mamma 痲 má canapa 馬 ma cavallo 罵 mà imprecare, insultare 嗎 ma interrogazione |
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| Il termine col quale i cinesi indicano la loro lingua è putonghua 普通话 (lingua di comune diffusione) ma si usano anche i termini: Zhongguohua 中国话 (lingua della Cina) e zhongwen 中文 (lingua cinese). | |
| In Cina si parlavano e si parlano tuttora moltissimi dialetti. Dopo la Rivoluzione Repubblicana del 1911 le autorità si sforzarono di diffondere una lingua comune basata sul dialetto settentrionale, parlato dai funzionari dell’amministrazione pubblica e dalle persone di cultura (proprio come accadde dopo l’unità d’Italia nel 1870). Sino ad allora questa lingua era solo parlata ma non scritta, tutti i documenti ufficiali erano scritti in wenyen 文言, cinese classico (un po’ l’equivalente del nostro latino) |
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Come molti sanno la lingua cinese non si scrive con un sistema alfabetico ma logografico, che
significa che ogni parola è rappresentata da un segno grafico che ne indica il significato senza
dare necessariamente indicazioni sulla pronuncia della stessa. Furono gli studiosi occidentali a porsi il problema di come trascrivere la pronuncia del cinese in alfabeto. Nacquero così vari sistemi fonetici basati sulle pronunce delle lingue d’appartenenza dei singoli ricercatori, il più diffuso dei quali fu l’inglese, detto Wade-Giles dai nomi dei suoi ideatori. Nel 1958 fu approvato dalle autorità cinesi un sistema di trascrizione fonetica noto come pinyin 拼音 (costituito da 26 lettere latine) che è oggi la trascrizione ufficiale della lingua cinese della RPC. Siccome alcuni paesi, in particolare quelli anglosassoni, tendono a conservare i loro precedenti sistemi di trascrizione, succede ancora, ma sempre meno di frequente, che le parole cinesi in Occidente abbiano forme diverse, es.: |
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pinyin Wade-Giles |
毛泽东 Mao Zedong 毛泽东 Mao Tze-tung |
功夫 gongfu 功夫 kung-fu |
气功 qigong 气功 ch’i-kung |
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L’istruzione nella Cina imperiale era un privilegio riservato a pochissimi, mentre la
massa del popolo era totalmente analfabeta. In epoca repubblicana fu fatto un grosso sforzo di scolarizzazione ma è solo con la Repubblica Popolare che si giunti ad una diffusa istruzione in ogni strato sociale. Oggigiorno quasi ogni cinese della Repubblica Popolare, di Taiwan o di Hong Kong è in grado di scrivere e pronunciare correttamente il putonghua. |
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Anche le comunità cinesi all’estero, in passato legate ai dialetti di provenienza, iniziano a
studiare il putonghua e ad organizzare scuole per l’istruzione dei giovani nella lingua della
madre patria. Per quanto il dialetto sia sempre la lingua più parlata in famiglia e tra le comunità di compaesani, il putonghua si sta affermando ovunque come lingua comune di tutte le genti di origine cinese e non solo. A seguito dell’importanza economica e politica sempre crescente della Cina sullo scacchiere internazionale, anche la sua lingua inizia a prendere peso. Sempre più stranieri, di tutte le nazionalità, per ragioni lavorative, devono saper comunicare anche in cinese. |
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