Lidia Casti, Mario Portanuova

  • 2008
  • BUR, MILANO
  • ISBN 978-88-17-02349-8
  • € 9,80
pauradeicinesi
Ci voleva proprio!
Sono anni che mi scontro con i pregiudizi e le leggende metropolitane che ammantano la comunità cinese. Non è mio desiderio fare l’avvocato difensore dei cinesi, loro non me l’hanno chiesto e io non ci guadagnerei nulla.
Eppure quando mi trovo a discutere con amici e colleghi dell’argomento subito scatta il: “Tu dici così solo perché sei amico dei cinesi!”
Io non sono amico dei cinesi così come non sono amico degli italiani o dei tedeschi, ma sono di certo nemico della razzismo, del pregiudizio, della discriminazione, dell’ignoranza, della stupidità e soprattutto della falsità.

Ecco perché le assurdità e le atrocità attribuite oggi ai cinesi tanto mi indignano. Un tempo i mostri erano gli ebrei, erano loro a rapire i bimbi, a far pozioni magiche con il sangue del mestruo femminile, a cospirare contro la nostra società. Ora invece sono i cinesi a bollire bambini per concimare i campi, catturare cani e gatti per cucinarli nei ristoranti, sciogliere i cadaveri dei loro cari nell’acido per riciclarne i documenti, usare i feti abortiti per fabbricare cosmetici, ecc.

E molte di queste storie si sono così radicate da esser prese per vere, come la leggenda dei cinesi che non muoiono mai, che nessuno ha mai visto un funerale cinese e che no esiste neppure un morto cinese in alcun cimitero italiano.

Finalmente questo libro cita dati documentati e fonti attendibili italianissime che chiariscono verità e leggenda dei cinesi in Italia.
Lidia Casti è una mia vecchia amica. Ci conoscemmo in Cina nel 1987 e ci rincontrammo a Pechino nel 2002. Ha lavorato e soggiornato a lungo in Cina, l’ha girata il lungo e in largo anche come interprete di penne note del giornalismo tricolore – come Enzo Biagi – e conosce bene i due mondi: italiano e cinese.

Il libro è una foto della comunità cinese in Italia, un breve resoconto obiettivo e privo di pregiudizi malevoli o benevoli, ben scritto e di piacevole lettura. Ne esce un quadro reale di un mondo in grande trasformazione del quale neppure siamo consci.
E il guaio non è tanto ignorare e non conoscere il mondo cinese, quanto non vedere e non capire il nostro, che del loro pure è parte indissolubile.

by White Snake
11.08.09