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Ammirando una calligrafia o un dipinto cinese a molti sarà caduta l’attenzione sui
curiosi timbri rossi che fanno capolino tra i caratteri o agli angoli della composizione.
Si tratta dei “sigilli” (yinzi), timbri che riportano i nomi o gli pseudonimi dell’artista oppure frasi, concetti, parole o simboli da lui scelti perché particolarmente importanti o significativi in rapporto al suo carattere, la sua mentalità o la sua visione del mondo. Nella calligrafia il sigillo è l’unico elemento colorato sul bianco della carta dal quale sgorga il nero dell’inchiostro.Il colore (tradizionalmente rosso, pur con diverse tonalità) crea un effetto di voluto “sbilanciamento” ed introduce una caratterizzazione personalistica all’opera, aumentandone la profondità spaziale e il contrasto. Il sigillo ha anche il compito di “unire” e “completare” la calligrafia. Infatti il solo bianco e nero può essere avvertito come un contrasto eccessivamente stridente, ecco dunque che il sigillo colorato movimenta e stempera la composizione, donandole contemporaneamente maggior forza. |
![]() ![]() I sigilli del Serpente Bianco su una calligrafia donatagli dal maestro Chen Xiaowang |
Il sigillo può recare nomi, parole e pure testi. Anche le calligrafie sono testi che
veicolano messaggi. La composizione calligrafica ha infatti diverse chiavi di lettura:
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Tecnicamente il sigillo è una pietra di svariate fogge e dimensioni. L’incisione viene effettuata
secondo i canoni della calligrafia con un semplicissimo scalpello d’acciaio detto “coltello” (dao).
La forma grafica preferita nell’incisione dei sigilli è la scrittura zhuan, in voga nel periodo arcaico e feudale e molto adatta perché “duttile e malleabile”. I tratti di questa forma grafica possono essere infatti trasformati nelle dimensioni senza che ne risulti un peggioramento dell’equilibrio globale del carattere, anzi, scoprendovi soluzioni ed interpretazioni originali, interessanti e di grande fascino. Proprio per il vasto uso in questo nell’incisione dei sigilli, la scrittura zhuan è oggi spesso tradotta con “stile del sigillo”.Il sigillo può essere inciso in positivo o in negativo, può avere linee sottili e perfettamente simmetriche, oppure grosse, potenti e apparentemente grezze. L’arte del sigillo implica la conoscenza di moltissime forme grafiche dello stile zhuan e delle soluzioni degli artisti passati, un’architettura dello spazio e una capacità tecnica di riprodurre con l’acciaio sulla pietra gli effetti del pennello sulla carta.Le scritture arcaiche del sigillo evidenziano la grande continuità culturale e artistica del calligrafo e del pittore cinese ed evidenziano come il nuovo sia il frutto di una pianta millenaria sempre viva e feconda. |
tre sigilli in positivo e negativo risalenti all’epoca Ming
calligrafia moderna in scrittura arcaica |
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L’incisione del sigillo divenne una passione profonda per i letterati artisti cinesi ed
entrò a far parte del loro bagaglio. Ancor oggi l’incisione del sigillo è un’arte
importante ed amata in tutto l’Estremo Oriente; la possibilità di vedere nel piccolo
della faccia di una pietra un capolavoro grafico e un sunto di antica cultura è tipico
del pensiero cinese, che ama scoprire e costruire significati profondi in contesti
poco appariscenti e umili (“vedere il grande nel piccolo”). alcuni sigilli del Serpente Bianco |
![]() Sigilli del Serpente Bianco |
![]() la figura dominante di destra è il serpente, in una delle varie grafie dello stile zhuan la figura più piccola in basso a sinistra significa “bianco” |
il sigillo del Serpente Bianco opera di Nicola Piccioli il sigillo è inciso in negativo, in modo che il “serpente bianco” risulti effettivamente bianco sullo sfondo rosso, le linee sono dolci ma potenti, regolari ma con un tocco di rusticità tipica degli stili antichi il grande spazio vuoto nel quadrante in alto a sinistra, dona respiro e distensione alla scrittura, sobrietà e semplicità sono le emozioni dominanti dell’opera |
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![]() testo: fa-bi-ao-yin 法 比 奧 印 sigillo di Fabio |
il primo sigillo del serpente bianco opera del professor Xu Jingtian
docente dell’Università di Venezia, all’epoca addetto culturale della città di Suzhou in missione in Italia. L’opera presenta una scrittura in positivo nella quale predomina l’angolosità e la durezza del tratto |
![]() Sigillo opera del professor Xu Jingtian 25 luglio 1985 |