La pittura obbedisce all’inchiostro,
l’inchiostro al pennello,
il pennello alla mano,
la mano al cuore del pittore
Shi Tao (1642-1718)
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Shi Tao, orchidea
La pittura è universalmente riconosciuta come una delle più importanti forme d’arte della Cina classica.
Verso la fine dell’epoca Tang (609-910), e soprattutto nei periodi immediatamente successivi, conobbe una “rivoluzione” sociale ed estetica che la portò a divenire una delle maggiori forme espressive dei letterati.
Come tutte le “arti dei letterati” anche la pittura non è solo un’arte figurativa ma anche uno strumento capace di educare e sviluppare le qualità e i valori umani e sociali, nonché un’espressione del livello culturale dell’individuo.
Con Li Gonglin 李公麟 (1040-1106) nasce ufficialmente la pittura dei letterati (文人繪畫 wenren huihua), totalmente libera nella scelta dei soggetti e nello stile.
Le opere pittoriche dei letterati cinesi, in particolare i loro paesaggi, segni tangibili del forte legame romantico con una natura idealizzata, sono ancor oggi pietre miliari dell’arte orientale.
I paesaggi di Mi Fei 米芾 (1051-1107) e i bambù di Su Dongpo 蘇東坡 (1036-1101) e Wen Tong 文同 (m. 1079) sono classici copiati ed imitati ininterrottamente da mille anni a questa parte.
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Mi Fei, 春山瑞松圖 “i pini si stagliano tra i monti primaverili”, National Palace Museum, Taipei, Taiwan

 

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文同, bambù inchiostro su seta, rotolo verticale National Palace Museum, Taipei, Taiwan
Nella pittura su carta a solo inchiostro nero (水墨畫 shuimohua), sotto l’influsso del Buddhismo Chan (Zen), emerse tutta la forza della riduzione del tratto.
Maestri indiscussi di questa forma d’arte furono Shi Ke 石恪 (X secolo) e Liang Kai 梁楷 (fine XII-primo XIII sec.), straordinari padroni del vuoto e della sua potenza.
Evidente nella loro pittura, ma più in generale in tutta la pittura cinese, è il legame con la calligrafia. Il carattere di scrittura è nato infatti come disegno e pur nella stilizzazione subita nel tempo conserva la forza evocativa dell’immagine.
In Cina non si poteva diventare pittori senza essere calligrafi, poiché l’uso degli strumenti - carta, inchiostro, pennello – e soprattutto la tecnica del pennello, sono sostanzialmente uguali nelle due arti.
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Liang Kai 梁楷, 李白行吟圖 “il poeta Li Bai recita versi passeggiando”, Tokyo Museo Nazionale (国立東京博物館)
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Shi Ke 石恪, 二祖調心圖 “i due patriarchi dalla mente calma” Fenggan addormentato su di una tigre, Tokyo Museo Nazionale (国立東京博物館)
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Zhao Mengjian 赵孟坚 (1199-1264/67) 岁寒三友图 “i tre amici della stagione fredda”, inchiostro su carta, National Palace Museum, Taipei, Taiwan
La “pittura colta” cinese si orientò prevalentemente alla natura e come la poesia fu caratterizzata da un forte simbolismo convenzionale. Ecco dunque che i cosiddetti “tre amici della stagione fredda” (suihan sanyou 岁寒三友): pruno, pino e bambù rappresentano sopravvivenza alle avversità, perché il pino è sempreverde e vive sulle rocce e sui pendii montani, il bambù non perde mai le foglie ed è vuoto all’interno, il pruno (prunus mume) è il primo fiore a sbocciare, quando la neve non s’è ancor sciolta.