La cultura aveva un ruolo importante nella Cina antica. Al “letterato” (文人 wenren – lett. “uomo di cultura”) non spettava solo il compito di educare il prossimo ma anche quello di amministrare il paese: non è un caso che i concorsi per la pubblica amministrazione siano stati “inventati” proprio in Cina.
Il letterato era inoltre il maggior “produttore d’arte”. Arte intesa in un senso alquanto moderno del termine, cioè affrancata dalla committenza e finalizzata al personale soddisfacimento interiore. I fruitori di quest’arte colta erano prevalentemente i letterati stessi.
artiletterati_foto1
letterati cinesi suonano il guqin nella natura
In epoca feudale (770-221 a.C.) i giovani nobili venivano istruiti nelle cosiddette 6 arti (六藝 liùyì) che erano: matematica, storia (che comprendeva la calligrafia), poesia, riti (che comprendevano musica e danza), tiro con l’arco e guida del calesse da guerra.
In epoca Tang (609-910) le “quattro arti del letterato” (文人四藝 wenren siyi) erano invece: musica, scacchi, calligrafia e spada (琴棋書劍 qin, qi, shu, jian).
artiletterati_foto2
spadaccini d’epoca Han (206. a.C.-220) da un affresco rinvenuto a Yinan, provincia di Shandong
Altre passioni popolari tra i letterati cinesi erano il tè, il penjing 盆景 (bonsai), la coltivazione di fiori e le composizioni floreali, l’architettura e il giardinaggio.
La cultura aristocratica marziale, fiorente in epoca Tang, si eclissò nei periodi successivi e in epoca Ming (1339-1640) “le quattro arti del talento letterario” (秀才四藝 xiucai siyi) divennero: musica, scacchi, calligrafia e pittura (琴棋書畫 qin, qi, shu, hua).
artiletterati_foto3
Bambù e rocce d’inverno, un tema classico nella pittura dei letterati.
Dipinto e poesie furono realizzati a quattro mani: Gu An, Zhang Shen, Yang Weizhen e Ni Zan, letterati dell’epoca mongola, misero ognuno un tocco di sé su una stessa opera, cosa piuttosto consueta.
Non erano però le uniche; la poesia ad esempio è sempre stata la più importante di tutte e proprio in virtù di tale importanza non era nemmeno considerata un’arte ma qualcosa di superiore.
L’elemento più originale e distintivo delle arti dei letterati cinesi è il loro non essere mere forme espressive ma anche e soprattutto strumenti per la coltivazione interiore, per lo sviluppo delle capacità e della qualità umane, per il nutrimento dei valori intellettuali, culturali e sociali. Questo particolar aspetto viene definito in epoca Tang dao 道 (via), poiché la singola disciplina non è che una via per ottenere un risultato che la trascende.
artiletterati_foto4
il letterato cinese in un album pittorico dell’imperatore Yongzheng ()
Nel Giappone del dopoguerra, grazie al recupero di un’antica terminologia, molte discipline furono rinominate proprio alla luce di questo concetto di “via” 道 (do): kyudo 弓道 (via dell’arco), sado 茶道 (via del tè), kendo 剑道 (via della spada), judo 柔道 (via della morbidezza), karatedo 空手道 (via della mano vuota) ecc. artiletterati_foto5
kyudo, la via giapponese dell’arco