Italian… Manga!
Il 21 agosto 2012 è scomparso uno dei più grandi illustratori italiani, Sergio Toppi, classe 1932, milanese, una pietra miliare del fumetto e dell'illustrazione dal dopoguerra a oggi. Le sue chine inconfondibili, ricche di linee, creano dettagli straordinari, tridimensionalità e drammaticità a tavole che sembrano incisioni all’acquaforte e che si sono fissate negli occhi anche di chi non conosce il suo nome. Sergio Toppi ha illustrato di tutto e di più, toccando anche l’Estremo Oriente, in particolare il Giappone con “Ukiyo-e Haiku e suspence” del 1975, “Thanka” del 1988, “Racconti giapponesi” e “il ritorno del samurai” del 2007. 01
Dedicò anche alcune tavole all'immortale taoista Zhang Sanfeng e al monte Wudang; chine che si possono trovare nel catalogo della mostra “Il guerriero, il monaco e l'armonia” di Enrico Trevisani e Roberto Roda.

Ma Toppi non fu l'unico grande illustratore italiano ad interessarsi alla storia e alla letteratura cinese.
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Un'altra straordinaria matita, il maestro dell'erotismo Milo Manara, trasse spunto dal famosissimo romanzo “Viaggio a Occidente” (xiyouji), per una sua fantasiosa e ardita rivisitazione de “lo Scimmiotto”.

Anche il bolognese Magnus (1939-1996), padre di Alan Ford, Satanik e Kriminal, si lasciò affascinare dalla Cina e già negli anni ’70 iniziò a lavorare alla stesura de “I briganti”, ispirato al celebre “Racconti delle rive” (shuihuzhuan), uno dei “quattro grandi romanzi” d’epoca Ming, che Magnus ambientò in una fantascientifica guerra tra pianeti.
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Dopo “I Briganti” anche Magnus si volse all’erotismo cinese del Jinpingmei, censurato in Cina e anche in Occidente come letteratura pornografica, ma in verità opera di assoluto spessore letterario. Nella versione di Magnus del 1985 il titolo del racconto è “Le 108 pillole” e l’ambientazione un curioso liberty onirico e raffinato.

Con le “Le femmine incantate” di nuovo Magnus s’ispirò ad un classico cinese: “I racconti fantastici di Liao”, raccolta seicentesca di storie misteriose e noir. Sette album che lo impegnarono dal 1987 al 1991 e che lo stesso artista così racconta:
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"Ho preso lo spunto da una serie di novelle, I racconti fantastici di Liao. Nel libro ci sono circa quattrocento favole ed io ne avevo scelte un gran numero. Si potrebbe fare un altro libro tratto dai racconti di Liao, completamente diverso dalle Femmine Incantate. Ci sono storie molto belle di fantasmi e apparizioni, storie buffe, storie di monaci…
 Ho enucleato alcune figure femminili e le ho rielaborate, restando però fedele allo spirito complessivo. Spesso si tratta di due o più racconti combinati. In più c'è tutta una mia storia personale. C'è dentro anche una mia esperienza. Nella Guardiana del Ponte non c'è niente che non sia accaduto realmente." 05
Una vera e propria passione per la Cina quella dell’ultimo Magnus che oltre alle già citate pubblicò diverse opere, croce e delizia dei collezionisti: “Il sogno dello scroscio di pioggia” (1984), “La signora Ning” (ovvero il cadavere che si muove), “Il sogno della tazza di tè (1985)”, “Nascita di un drago” (1994). 06

by White Snake
10.01.13