Sinofobia all'italiana
Quant'è forte la sinofobia in Italia? Forse non ci sono dati statistici ma in alcuni momenti pare che l'ostilità nei confronti dei cinesi sia superiore a quella verso altre nazionalità. I mass-media ce la mettono davvero tutta per "dar vita" al mostro cinese.
Rumeni e albanesi sono spesso tratteggiati come criminali, i marocchini come spacciatori e stupratori, i cinesi, meno presenti sulla cronaca nera, sono adatti ad interpretare il ruolo degli "ebrei del XXI secolo":
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  • mangiano le cose più schifose
  • sono sporchi
  • dove arrivano scompaiono cani e gatti
  • sono mafiosi
  • vivono in condizioni inumane lavorando senza sosta notte e giorno
  • schiavizzano donne e bambini
  • falsificano ogni prodotto
  • sfuggono le tasse, ogni legge e ogni regola
  • inquinano
  • sono crudeli e dittatori sanguinari
  • vietano la libertà religiosa
  • schiavizzano e trucidano i pacifici tibetani
  • uccidono i bambini (legge del figlio unico)
  • vogliono impadronirsi del mondo
  • fanno concorrenza sleale a tutto il mondo
  • comunicano solo tra di loro rifiutando l'integrazione
  • riciclano i morti, forse nei ristoranti...
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Sappiamo benissimo che si tratta di pregiudizi o esagerazioni, lo hanno spiegato bene libri come "Chi ha paura dei cinesi" di Lidia Casti e Mario Portanuova (sinologi, giornalisti e documentaristi), o "I cinesi non muoiono mai" di Oriani e Staglianò (giornalisti del Corriere della Sera e Repubblica), ma la loro opera non è bastata ad evitare che nel subconscio dell'italiano medio si radicasse un profondo senso del ribrezzo verso il cinesino. sino03
Lavorando da anni nell'ambito dell'insegnamento delle tecniche del corpo cinesi ed avendo anche l'occasione di tenere incontri culturali sulla storia e sulla civiltà cinese, ho notato che, anche tra le persone disposte al dialogo e alla conoscenza, i temi del pregiudizio emergono sempre ed inevitabilmente. E quando non è ostilità è indifferenza o diffidenza.

Lo noto anche all'interno del mio stesso settore, tra colleghi che in Cina ci sono stati e coi cinesi hanno gioco forza studiato. Beh anche in loro avverto spesso un ingiustificato ipercriticismo aprioristico, figlio diretto di una conoscenza superficiale.
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Quando si cerca di smontare questi pregiudizi si sbatte contro un muro. L'italiano medio – e non solo l'italiano – tende a vedere il mondo attraverso le lenti deformanti delle informazioni inoculategli da media il cui fine ultimo è riportare il paese a una società Medioevale, obiettivo ormai quasi raggiunto!
Non sono l'avvocato difensore dei cinesi, non me l'hanno chiesto loro né intendo farlo io, perché i cinesi non hanno bisogno di avvocati. Sono come gli altri, coi loro pregi e difetti, e con una situazione attuale che è frutto di un processo storico che li ha portati fin qui, così come ha portato fin qui noi italiani.
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Bisognerebbe ricordare che l'umanità è progredita grazie alle menti aperte, non a quelle chiuse, e che i mostri esistono solo nella nostra fervida fantasia.
E questo vale per tutti, anche per i cinesi, che non sono certo immuni al virus del razzismo, a riprova del loro essere esattamente uguali a tutti gli altri esseri umani.
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by White Snake
01.07.10