Ricordo di un Natale in Cina (2004)
La storia del Cristianesimo in Cina ha conosciuto varie tappe. In epoca Tang, in particolare nel periodo 635-845, erano attive comunità nestoriane che, con altre fedi d’origine straniera, stabilirono i loro luoghi di culto nella capitale Xi’an e in molte città commerciali.

In epoca mongola (1246-1368) vi giunsero i primi missionari francescani e verso la fine dei Ming i gesuiti, che riuscirono a penetrare la società cinese pur senza riuscire ad imporsi su culti storicamente consolidati come il Buddismo, il Confucianesimo e il Taoismo.

Si dice infine che la rivoluzione comunista e l’imposizione di un’ideologia atea abbiano spazzato via ogni traccia cristiana dal suolo cinese, ma basta fare un viaggetto laggiù per rendersi conto che non è proprio così.
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Pagoda nestoriana presso Xi’an, Shaanxi, ultimo testimonianza di un complesso monastico risalente al 640

 

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Yunnan, Dali, la chiesa cattolica
Esistono infatti tuttora, sia nelle città che nei villaggi, chiese cristiane e attive comunità di fedeli. Le più numerose sono protestanti (Jidujiao 基督教 – “religione di Gesù”), mentre minoritarie sono le cattoliche (Tianzhujiao 天主教– “religione del Signore dei Cieli”), un risultato dell’opera prevalente dei missionari protestanti europei e americani tra la fine dell’800 e l’inizio del ’900.
Io e la mia signora eravamo a Dali, nello Yunnan, una provincia del sudovest ai confini con il Tibet, la Birmania e la Tailandia, proprio a Natale del 2004.
Camminando lungo la via centrale della città, capitammo davanti a una chiesa. Un grande manifesto richiamava l’attenzione dei passanti e alcuni ragazzi distribuivano volantini. Era proprio la sera di Natale e si preparava una grande cerimonia alla quale tutti erano invitati.

Una cerimonia natalizia cristiana in una remota città cinese ad oltre 2.000 m d’altezza, nella quale fino a poco tempo fa persino i cinesi erano minoranza… La cosa era davvero curiosa e decidemmo quindi di ripassare.

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Yunnan, Dali, la chiesa protestante

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Ma all’ora stabilita per la cerimonia la chiesa era già strapiena e i ragazzi del servizio d’ordine lottavano strenuamente per tener fuori la gente. A tutti veniva detto di ripresentarsi per il secondo turno.
Poi all’improvviso qualcuno si accorse della nostra presenza e lanciò il fatidico grido: “Ci sono degli ospiti stranieri! Fate passare gli ospiti stranieri! Fate passare gli ospiti stranieri!” E con la classica delicatezza cinese, due poveracci che già sedevano magari da un’oretta, furono brutalmente sloggiati per fare accomodare noi: un onore francamente immeritato!
Ma evidentemente un paio di facce esotiche faceva proprio coreografia, anche se la coreografia non mancava di certo: poca liturgia e tanti canti e balli, con ragazzi e ragazze di ogni età e di ogni razza, eh sì perché non c’erano solo cinesi, ma anche ovviamente Bai – la razza un tempo dominante in quei luoghi, e Dai – dai confini con la Tailandia, Naxi – dalle vallate del nord, Yi e Lisu – da altre valli un tempo irraggiungibili, ognuno con la sua lingua e i suoi costumi tradizionali.
Un simpatico signore cercò di comunicarmi qualcosa indicando la macchina fotografica. Io gli parlai ma non capii la risposta, anzi non parlava lui, forse pensava non capissi il cinese. Allora insistetti, ma lui niente!
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Yunan, Dali, Natale 2004, la cerimonia alla chiesa protestante, canti e balli dell’etnia Yi

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unnan, Dali, la via principale della città
Evidentemente non poteva pensare che uno straniero parlasse cinese o forse non era cinese lui! Alla fine capii che voleva la macchina fotografica e gliela diedi. Lui scattò sotto il palco e cortesemente mi fece diverse foto dello spettacolo da vicino. Lo ringraziai…finché la mia vicina mi disse che era sordomuto! Ecco perché non mi rispondeva!

Fuori per la strada tutti i giovani di Dali passeggiavano in un clima di festa con in testa i berretti rossi da Babbo Natale con le lucette intermittenti e approcciavano le ragazze spruzzando loro schiuma o soffiando stelle filanti…insomma un vero Carnevale!

Qualche giorno dopo, la sera, dopo una mangiata pantagruelica, io e la mia signora stavamo camminando nel buio pesto della notte di Dali quando veniamo avvicinati da dietro da un tizio… mi parve quasi di conoscerlo! Ma sì, era il sordomuto della sera di Natale!

Ci fece grandi gesti come per invitarci a seguirlo…ma dove ci voleva portare ? Insomma decidemmo di seguirlo. Si buttò giù per una via nera, costeggiò un campo, ci fece segno di fare attenzione a dove mettere i piedi e alla fine giunse a una porta. Entrammo in un cortile e salimmo in ciò che pareva essere la sua casa.
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Yunnan, Dali, natale 2004 il signor Yuan Shaohuang e signora
C’era una donna, con la quale provai a parlare, ma mi resi conto che anch’ella era sordomuta! Lui ci mostrò con orgoglio la sua casetta, il gatto sulla poltrona, le foto del figlio, ci diede da mangiare e da bere.
Alle pareti vedemmo una stampa del Buddha, una di Ganesh, una di Babbo Natale e una olografia del Cristo, di quelle inquietanti che aprono e chiudono gli occhi, quelle che ti vendono davanti a Sant’Antonio a Padova e in vari luoghi simili!
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I serpentelli in compagnia della signora Yuan
A un certo punto comparve una ragazza giovane che ci fece da interprete, spiegando in cinese che il signore non nacque sordomuto ma fu vittima dello scoppio di una bomba giapponese da bambino. Stava scappando al bombardamento quando un ordigno gli esplose vicino facendogli perdere i sensi. Al risveglio aveva perduto l’udito e non lo riacquistò più!

Dopo una serie di foto di rito per suggellare la nostra amicizia, ci congedammo e tornammo all’albergetto, il giorno dopo si partiva per un’altra meta.
Beh che dire, una bella e inaspettata esperienza! Davvero divertente e strano il Natale in Cina!

by White Snake
21.12.08