La casa da tè è una vera e propria istituzione in Estremo Oriente. Mentre le locande (jiujia, lett. “casa del liquore”) offrivano cibi cotti e liquori, le case da tè servivano principalmente tè e qualche spuntino, eventualmente anche qualche modesto cibo cotto, un po’ l’equivalente dei nostri bar oggi. the_11
casa da tè in Cina
Nei casi più umili la casa da tè poteva essere una semplice capanna su una vie di transito o presso un monastero, nelle versioni più lussuose un locale splendidamente decorato e di grandi dimensioni all’interno del quale si svolgevano anche spettacoli di musica, danza e teatro. the_12
casa da tè rustica in Corea
A pranzo o cena i cinesi non avevano, e non hanno nemmeno oggi, l’abitudine di trattare affari. Il pasto è tendenzialmente piuttosto veloce, oppure, quando trattasi di banchetto vero e proprio, finisce spesso con una grande ubriacatura.
L’intrattenimento, la conversazione, l’approccio agli affari o la discussione di questioni varie, avveniva invece proprio nella case da tè, una moda che investì anche i paesi limitrofi.
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casa da tè rurale in Cina
In Giappone all’epoca delle guerre civili, i generali discutevano d’affari davanti al tè, unico momento nel quale potevano riporre le armi sicuri di non essere aggrediti o avvelenati.

Con la nascita della cerimonia del tè in Giappone, anche la casa da tè, sukiya, assume una struttura e un significato importantissimi nella storia dell’estetica e dell’architettura giapponese e successivamente anche occidentale.
L’esempio più classico è la Taian presso il tempio di Myokian a Yamazaki oggi un sobborgo di Kyoto, ideata dal famosissimo maestro del tè Sen no Rikyu (1522-1591).

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Taian, interno della casa da tè ideata da Sen Rikyu