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Il paese che ha maggiormente sviluppato la cultura della produzione, della lavorazione
e della degustazione del tè è la Cina.
Già in epoca Tang (618-907) il tè aveva assunto un ruolo importantissimo nella vita della corte, degli intellettuali e del clero. Lu Yu, letterato e poeta, pubblicò nel 720 il chajing (canone del tè), un testo che raccoglieva tutto lo scibile della cultura del tè del suo tempo: coltivazione, produzione, lavorazione, strumentazione, preparazione, letteratura. |
![]() Lu Yu, il “santo” del tè |
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Nei secoli successivi la cultura del tè si diffuse rapidamente ai paesi confinanti, non solo come
momento di socializzazione ma anche come metodo contemplativo ed estetico.
In Giappone nacque infatti nel XVI secolo la “via del tè” (sadoo) o “cerimonia del tè” (cha-no-yu), fortemente ispirata allo Zen. |
La cerimonia giapponese del tè
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Anche in Cina e in Corea si svilupparono tecniche di preparazione e modelli degustativi
particolari, come le infusioni gongfu 功夫茶 della provincia cinese del Fujian,
la “cerimonia” taiwanese wuwo 無我 o la via coreana del tè.
La Cina vive oggi una fortissima riscoperta dell’arte del tè (chayi o chadao), con una grande proliferazione delle case da tè, delle rivendite, della strumentazione necessaria, di tè d’ottima qualità e di maestri infusori. |
![]() cerimonia del tè in Corea |